A DENTI STRETTI

Aggiornato il: 23 gen 2019

Per conoscere un autore il modo migliore è saggiare le sue capacità. Ecco un piccolo assaggio delle sue capacità. Vi ricordiamo che il suo nuovo libro "RELATIVO" è IN PREORDER sul nostro sito al prezzo speciale di 7,00€

(colonna sonora: Cat Power – Metal Heart)

Ed eccoci alla scadenza dell’anno, all’appuntamento che molti aspettano con ansia fremente e che io accetto a denti stretti, digrignando: la cena di natale.

Potrei non andarci, ma spesso viene fatta in posti che non mi potrei permettere o che non potrei vedere, quindi anche se un po’ malvolentieri ne approfitto.

Stamattina sono arrivato presto, per cui esco presto, vado al ‘Baretto’ sotto l’ufficio, e decido di iniziare ad annebbiarmi per sopportare la mondanità. Per me già in un tavolo con sette persone siamo troppi, figuriamoci duecento in gran parte estranei.

Entro e il gestore, un omarello calvo e tarchiato, mi saluta sorridente e mi chiede cosa voglio.

‘Campari col bianco.’

Me lo prepara, prendo delle patatine e iniziamo a chiacchierare. In meno di dieci minuti lo finisco intanto che aspetto una collega che so che non arriverà.

Guardo il telefono: niente. Ed è anche presto.

‘Me ne fai un altro?’

Lo prepara, me lo porge e riprendo a bere. Non sono euforico, sono sciolto, mi sento abbastanza bene.

Finisco anche il secondo e decido di non esagerare. Finisco di parlare ed esco. Sono pigro per cambiare musica, mi ficco nei timpani gli auricolari in-ear al massimo volume possibile in modo che chiudano il mondo all’esterno e mi incammino, ne avrò per circa cinque minuti.

Fuori è buio, freddo, umido.

È freddo anche dentro di me.

(Losing the star without a sky)

La musica è triste ma mi culla, incredibilmente mi conforta

(Losing the reasons why)

Passeggio e guardo la gente che cammina, la gente felice, le vetrine addobbate

(You're losing the calling that you've been faking/And I'm not kidding)

Ma io non ho voglia di festeggiare, vorrei solo dormire, o morire

(It's damned if you don't /And it's damned if you do)

E invece stasera dovrò fingere di sorridere, di essere felice con degli estranei

(Be true 'cause they'll lock you up/In a sad sad zoo)

Annebbierò tutto con il vino, sperando nessuno si accorga della mia disperazione

(Oh hidy hidy hidy what cha tryin' to prove)

Mentre tutti sono attori, io mi sento spettatore.

(By hidy hidy hiding you're not worth a thing)

Il posto è bellissimo, non c’è che dire. Tutti eleganti, tutte eleganti.

Tranne me.

Io ho il completo di sempre e ho scelto una cintura con la fibbia dei Motörhead, per distinguermi. Questo è quello che sono, non lo cambio per un evento, l’essere diverso è la mia coperta di Linus.

A un certo punto ci si sposta in un salone. Maledico l’acustica e il vociare, c’è un baccano infernale, gente che brinda, gente felice, che prende da mangiare dai vassoi del finger food. Mi aggiro e cerco di parlare con qualcuno, ma mi annoio presto. Calcio, politica, lavoro, vestiti, figa, tutti discorsi che o non mi entusiasmano o mi stancano presto, e poi non sono con gli amici. Questa è una riunione con colleghi, non posso essere me stesso.

Inizio a passeggiare e a un certo punto mi ritrovo staccato dal gruppone, li vedo da lontano, da qualche metro.

E, in quel momento, in mezzo alla gente mi sento solo.

È un tipo di solitudine diversa, non è lo stare da solo in casa dove sai che sei solo. Qui ti ritrovi da solo, e non puoi fare nulla. Decido per il continuare ad annebbiarmi e fare così per tutta la cena. Non dovrei, le medicine mi proibiscono di assumere alcool, ma l’unica cosa che posso fare per ‘portare a casa il risultato’ senza impazzire è bere in maniera da rimanere signorilmente alticcio, non dare spettacolo e tornare a casa in piedi.

La festa attorno a me continua, faccio anche io qualche foto, accompagno in bagno uno meno fortunato di me che non regge l’alcool e prendo la prima scusa possibile per andare a casa appena la gente inizia a defluire.

La collega con cui ho fatto parte della strada verso casa scende dal tram, io mi rimetto gli in-ear e mi dirigo da solo verso il mio letto.

La musica è sempre quella, sempre triste, ma continua a darmi conforto.

(Metal heart you're not hiding/Metal heart you're not worth a thing)

Perché io sono merce difettosa. Non riesco a conformarmi, proprio non ce la faccio, nemmeno per una serata.

È più forte di me.

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Edizioni Underground? S.n.c.

di Maurizio Mozzoni e Gregori Fusaro

Partita IVA     10201820965

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